Gaming e fashion: la strana coppia che piace alle nuove generazioni

Chi l’avrebbe mai detto che la moda e il mondo del gaming avrebbero costruito un legame così stretto? Anche se sembrano due universi opposti, negli ultimi anni il fashion gaming è diventato un modello sempre più utilizzato dai brand per catturare un pubblico giovane, amante della tecnologia.

Anche i dati in merito parlano chiaro: i videogiochi non sono più una passione dei cosiddetti “nerd” ma coinvolgono un target sempre più ampio ed eterogeneo con un potere di acquisto medio. Basti pensare che solo nel 2020 in Italia, questa fascia di mercato ha generato al settore un giro d’affari pari a circa 2 miliardi e 179 milioni di euro.

Questi numeri, perciò, chiariscono quale sia il motivo per cui i grandi fashion brand considerino il gaming una grande opportunità di business, soprattutto per attirare i giovanissimi della gen Z che andranno a costituire la clientela del prossimo decennio.

Il meccanismo alla base è molto semplice. Questo tipo di approccio ha l’obiettivo di spostare l’interesse di un utente da una sfera prettamente ludica e di sfida fino al brand e ai suoi prodotti, rendendolo più esclusivo e desiderabile.

Un esempio emblematico è quello di Gucci che, nella sua app, ha introdotto la sezione Arcade la quale permette agli utenti di intrattenersi con divertenti giochi, caratterizzati dai prodotti più noti della Maison. Ogni partita consente di accumulare un punteggio con la possibilità di rendere noti i propri risultati a una community mondiale.

Sulla scia di Gucci c’è anche Burberry, che con il gioco B-Surf ha l’obiettivo di promuovere e celebrare la collezione TB. In questo caso, i giocatori hanno la possibilità di partecipare a gare sull’acqua, vestendo il proprio personaggio con gli abiti della collezione.

Il fenomeno gaming ha conquistato anche Chiara Ferragni, la quale ha creato un videogioco con il suo alter ego digitale in collaborazione con Gamindo. Lo scopo è superare una serie di ostacoli per salvare Matilda, il suo cane. Rescue Matilda è direttamente collegato all’e-shop, dove è possibile acquistare l’outfit della protagonista.

La gamification offre alle aziende un modo originale ed innovativo per creare awareness, soprattutto fra i consumatori nativi digitali. Inoltre, la possibilità di rendere il gioco e i propri risultati virali, accresce ulteriormente l’efficacia della relazione tra brand ed e-games.

Quindi, dopo il mondo food beverage, musicale e video, è arrivato il momento anche per il comparto luxury fashion di veicolare i propri messaggi promozionali attraverso un progetto di gamification. Non ci resta che dire: Let’s Play!